Numero nazionale a 3 cifre 142 e Campagna nazionale contro la violenza di genere: che ruolo ha Bellinzona

Interrogazione di Lisa Boscolo e Martina Minoletti per il gruppo Unità di sinistra

 

Pochi giorni fa in Svizzera si è verificato il dodicesimo femminicidio del 2026. I femminicidi rappresentano la forma più estrema di violenza di genere e sottolineano l’urgenza di misure efficaci di prevenzione e sensibilizzazione. 

Femmincidio

Nella risposta del Municipio all’interrogazione 48/2026, inoltrata dall’Unità di Sinistra il 23 febbraio scorso sul tema dei femminicidi, si fa riferimento alle donne vittime di «omicidi» senza tuttavia utilizzare il termine femminicidio. Riteniamo importante soffermarci su questo aspetto, poiché non si tratta di una semplice distinzione terminologica. Il termine femminicidio viene infatti utilizzato per descrivere l’uccisione di una donna motivata, direttamente o indirettamente, da dinamiche di discriminazione, possesso, controllo, sopraffazione o violenza legate al genere. Esso consente di riconoscere che tali delitti non costituiscono soltanto fatti criminali individuali, ma rappresentano la manifestazione più estrema di una violenza che affonda le proprie radici nelle disuguaglianze di genere ancora presenti nella società. Come ricordato da numerose studiose, giornaliste e attiviste, tra cui Michela Murgia, nominare il fenomeno significa renderlo visibile e riconoscerne la dimensione strutturale, evitando che questi crimini vengano interpretati come episodi isolati, tragedie private o improvvisi raptus. Parlare di femminicidio significa interrogarsi sulle cause culturali e sociali che alimentano la violenza contro le donne e sulla responsabilità delle istituzioni nel prevenirla. Questa riflessione appare oggi particolarmente necessaria alla luce dei dati disponibili in Svizzera. Da un lato, il numero dei femminicidi continua a destare preoccupazione; dall’altro, recenti studi mostrano come una quota significativa di giovani uomini aderisca a modelli di mascolinità fondati sul dominio, sul controllo e sulla superiorità rispetto alle donne. Si tratta di elementi che richiamano l’importanza di investire non solo nella protezione delle vittime, ma anche nella prevenzione, nell’educazione alle relazioni rispettose e nella promozione della parità.

Il numero a tre cifre: 142

Dal 1° maggio 2026 l’aiuto alle vittime è raggiungibile in tutta la Svizzera tramite il numero di telefono nazionale 142. La hotline gratuita offre alle persone vittime di violenza e ai loro familiari consulenza e sostegno accessibili e riservati 24 ore su 24. Persone esperte e qualificate informano sulle possibilità d’intervento e, se necessario, indirizzano alle strutture specializzate competenti. Secondo quanto riportato dai media, l’offerta è già ampiamente utilizzata. A livello svizzero, nelle prime settimane di attività il servizio ha ricevuto circa 100 chiamate al giorno[1]. L’80% delle chiamate proviene da donne e la maggior parte delle richieste avviene durante il giorno, soprattutto nel pomeriggio. Il servizio non si rivolge unicamente alle vittime dirette di violenza domestica, fisica, psicologica o sessuale, ma anche a familiari, amici e persone vicine che desiderano ricevere informazioni, consulenza o sostegno.

Anche in Ticino i primi dati confermano la necessità di questo nuovo strumento. Prima dell’introduzione del numero nazionale 142, il Dipartimento della sanità e della socialità aveva stimato un aumento compreso tra 1,8 e 3,5 chiamate giornaliere rispetto al precedente servizio di consulenza alle vittime. Dopo il primo mese di attività, il numero effettivo di richieste si è attestato a circa quattro chiamate al giorno, superando quindi le aspettative iniziali e confermando l’esistenza di un bisogno concreto di un accesso semplice, immediato e disponibile 24 ore su 24 per le persone confrontate con situazioni di violenza[2]. Gli operatori e le operatrici sottolineano inoltre che molte persone esitano a chiedere aiuto perché non sono sicure che quanto vissuto sia «abbastanza grave», confermando l’importanza di continuare a sensibilizzare la popolazione e a ridurre le barriere all’accesso ai servizi di sostegno³. 

Visto il numero sempre alto di reati violenti, violenza domestica e femminicidi in tutta la Svizzera, ci si chiede come Bellinzona stia agendo e promuovendo il nuovo numero nazionale 142 e le campagne di prevenzione alla violenza. 

Si chiede pertanto al Municipio di rispondere alle seguenti domande:

  1. Quali misure sono state o verranno adottate nella nostra città per far conoscere la campagna nazionale e il nuovo numero d’aiuto alle vittime 142 e per diffondere i relativi messaggi, considerato che i primi dati di utilizzo del servizio confermano un bisogno concreto anche in Ticino? In che misura il Municipio utilizza il materiale messo a disposizione dell’Ufficio federale per l’uguaglianza UFU per far conoscere la campagna?
  2. Come partecipa il Municipio alla campagna nazionale contro la violenza domestica, sessuale e di genere dal titolo “l’uguaglianza previene la violenza?
  3. In che modo il Municipio garantisce che la popolazione in generale e, in particolare, i gruppi di persone a rischio nel nostro comune abbiano accesso alle offerte di informazione e sostegno?


  1. Il Municipio ritiene che vi sia ulteriore necessità di intervenire nella prevenzione della violenza di genere e nella lotta contro i femminicidi oltre all’adozione della progetto VIDO+? Se sì, quali?
  2. Alla luce degli studi recenti che mostrano come una parte significativa dei giovani uomini
    in Svizzera aderisca a modelli di mascolinità fondati sul dominio e sul controllo, quali programmi di prevenzioni e di sensibilizzazione tra cui “Dillo forte” o “love limits” intende offrire agli allievi e alle allieve delle scuole bellinzonesi il Municipio?
  3. Il Municipio intende valutare l’installazione di ulteriori panchine rosse con l’indicazione “SOS VIOLENZA” nei quartieri, nei parchi, presso le scuole o in altri spazi pubblici della Città, ampliando quindi l’azione promossa dalle consigliere comunali lo scorso 25 novembre 2024?

  1. Il Municipio ritiene che vi sia ulteriore necessità di intervenire nella prevenzione della violenza di genere e nella lotta contro i femminicidi oltre all’adozione della progetto VIDO+? Se sì, quali?
  2. Alla luce degli studi recenti che mostrano come una parte significativa dei giovani uomini
    in Svizzera aderisca a modelli di mascolinità fondati sul dominio e sul controllo, quali programmi di prevenzioni e di sensibilizzazione tra cui “Dillo forte” o “love limits” intende offrire agli allievi e alle allieve delle scuole bellinzonesi il Municipio?
  3. Il Municipio intende valutare l’installazione di ulteriori panchine rosse con l’indicazione “SOS VIOLENZA” nei quartieri, nei parchi, presso le scuole o in altri spazi pubblici della Città, ampliando quindi l’azione promossa dalle consigliere comunali lo scorso 25 novembre 2024?