Interpellanza di Nadia Holenstein Notari, Maruska Vanza, Denise Carniel, Alberto Casari e Michele Egloff per l’Unità di Sinistra
Per un intervento comunale tempestivo volto a promuovere gli spazi cittadini a favore di tutta la popolazione.
Lo scorso 9 maggio il Bagno Pubblico comunale della Città di Bellinzona ha aperto i suoi cancelli alla popolazione, ma ha trascurato l’accesso per le persone con disabilità motoria. Pensando di fare buona cosa, si è ritenuto sufficiente affiggere dei cartelli con la scritta:
“Gentili utenti, per tutelare il valore storico e architettonico del Bagno Pubblico di Bellinzona, l’accesso tramite cancello scorrevole sul lato nord è riservato alle persone in sedia a rotelle o con difficoltà motoria. Per qualsiasi domanda, scrivere una mail a bellinzona.sport@bellinzona.ch”.
Purtroppo, l’abilismo ha fatto pensare che bastasse un cartello per dimostrare sensibilità al tema e risolvere il problema, ma la realtà è diversa. Ci permettiamo quindi di rendere la situazione concreta ed esporre i fatti.
Immaginate una giornata calda e la fortuna di poter andare al Bagno Pubblico di Bellinzona, “un’oasi azzurra in mezzo a un meraviglioso prato fiorito”. Arrivando al cancello, si trova il cartello sopracitato, ma non è più presente il campanello dello scorso anno. A questo punto, le alternative sono tre:
- tornare a casa;
- tentare ad accedere dall’altra passerella, sperando di essere accompagnati, di riuscire ad attraversare le due barre di ferro di sicurezza, affrontare la salita e avere le forze necessarie con il gran caldo;
- inviare un’e-mail nella speranza di ricevere una risposta celere con un numero di telefono per chiamare la cassa e farsi aprire.
Una volta arrivati in piscina, si spera che i bagni accessibili siano aperti e non sia necessario recarsi alla cassa a richiedere le chiavi.
Sul sito del Bagno Pubblico non vi sono informazioni riguardo all’accesso, rendendo difficile improvvisare una semplice gita in piscina.
Peccato, perché il Bagno Pubblico di Bellinzona è un gioiello verde che nei giorni di canicola permette a tutta la popolazione di vivere serenamente le ore più calde. È dotato di un sollevatore ed è accessibile grazie alle zone pianeggianti e ai percorsi che facilitano l’accesso con una carrozzina, oltre alla possibile frequentazione di due bar su tre. I lavori alla piscina hanno permesso una buona attenzione anche ai nuovi bagni per persone con disabilità, ma questi risultano chiusi almeno in determinati momenti.
L’inclusione non consiste “solo” nel rendere accessibile un bagno o un’entrata, ma nel rendere fruibili gli spazi a tutte e tutti tramite una comunicazione curata tra le parti e attraverso i canali disponibili, non tramite un foglio plastificato appeso sulle ramine.
Purtroppo, sembra che questo non sia l’unico caso in cui l’Ente Sport non sia sufficientemente attento all’accessibilità, nonostante la presenza di diversi gruppi sportivi integrati della zona, in particolare il GSIB.
Altri esempi di scarsa attenzione sono stati riscontrati al centro sportivo di Gorduno e al centro tennistico di Bellinzona.
Nel 2025 era stato sollevato il tema dei posteggi abusivi sul sedime del centro sportivo di Gorduno, risolto con la chiusura del cancello. Peccato che non si sia pensato di avvisare i gruppi anziani che usufruivano della palestra e che necessitavano di arrivare in auto sul sedime. Ciò ha causato un periodo di disagio per le persone con difficoltà motoria. Inoltre, nei mesi scorsi il lift della palestra era fuori uso, impedendo l’accesso alle persone in sedia a rotelle, ad esempio durante i festeggiamenti del carnevale di quartiere. Ad oggi la situazione non è nota.
Diversa è la situazione del centro tennistico, per il quale nel 2020 è stato stanziato un credito di 885’000 CHF per interventi volti a garantire l’accessibilità a tutte le sue parti. Al momento, però, sono state realizzate solo alcune misure, come si legge nella risposta del Municipio alla Commissione Edilizia. La sospensione temporanea del progetto per l’eliminazione delle barriere architettoniche è costata almeno sei anni, senza una vera comunicazione sulla sua interruzione.
Eppure, il 20 aprile 2026 la Città ha aderito al Manifesto “Design for All” di inclusione andicap ticino. Sul sito leggiamo:
“La Città di Bellinzona contribuisce da molti anni, insieme ai diversi attori del territorio, allo sviluppo di politiche inclusive e al miglioramento dell’accessibilità per tutte le cittadine e tutti i cittadini. (…) Alla fine del 2025 la Città ha inoltre designato il Referente comunale per l’inclusività, nella persona del Vicesegretario comunale Luca Tanner, e costituito il relativo Gruppo di lavoro incaricato di affiancare il Municipio nella valutazione delle questioni legate all’accessibilità degli edifici pubblici comunali e della città in generale alle persone con disabilità.”
La Città prova a essere inclusiva, e viene anche valorizzata per questo, ma appare distratta e poco precisa, incappando in errori grossolani che potrebbero essere risolti con un po’ di cura, evitando discriminazioni dovute a comportamenti omissivi. Omissivo significa non fare qualcosa, ad esempio omettere informazioni importanti alle persone che ne hanno bisogno in tempi adeguati. In fondo, tutte e tutti gli altri possono andare in piscina quando desiderano.
Vorremmo concludere, prima delle domande, con un riferimento a Ilaria Crippi che nel suo libro scrive:
“… forse non siamo tutte esperte di disabilità, architette o progettiste, ma senz’altro possiamo attraversare spazi e relazioni in modo più consapevole, mettendo in discussione il modello abilista in cui siamo nate”.
Alla luce di quanto esposto chiediamo al lodevole Municipio quanto segue:
- Il Municipio intende dotare anche il cancello di accesso del Bagno Pubblico di un sistema Eurokey, così da garantire un accesso autonomo alle persone con disabilità motoria?
- Il Municipio ha valutato l’installazione del sistema Eurokey per l’accesso ai servizi igienici del Bagno Pubblico? In caso affermativo, quali sono le tempistiche previste?
- Il Municipio ritiene opportuno migliorare la comunicazione sul sito ufficiale, inserendo informazioni chiare e aggiornate sulle modalità di accesso per persone con disabilità? Sia in merito al sedime sportivo che culturale e a carattere generale della Città.
- Per quale motivo non è stato informato preventivamente il Gruppo Sportivo Integrato del Bellinzonese, che frequenta settimanalmente la piscina, riguardo alle modifiche delle modalità di accesso?
- Se il problema è quello dell’accesso illegale al sedime sportivo, perché a subire le conseguenze sono le persone con una disabilità motoria?
- Qual è la responsabilità dell’Ufficio cantonale beni culturali? Il Municipio ritiene che il continuo gioco delle colpe tra Comune e Cantone sia nocivo per la sua cittadinanza?
- Il Municipio intende valorizzare maggiormente il ruolo della persona di riferimento comunale per la disabilità, coinvolgendola sistematicamente nelle decisioni che riguardano l’accessibilità degli spazi pubblici?
- Il Municipio può informare il Consiglio Comunale e la popolazione in merito al funzionamento del Gruppo di lavoro sulle questioni legate all’accessibilità? Chi ne fa parte e quali sono le modalità operative previste?
- Il Municipio ritiene che la dicitura “tutelare il valore storico e architettonico” possa risultare discriminatoria se utilizzata per giustificare limitazioni all’accessibilità? Ritiene che l’empatia debba essere considerata un elemento imprescindibile nelle politiche inclusive?

