Femminicidi e violenza di genere: responsabilità collettiva della Città di Bellinzona e ruolo dei servizi sociali

Interrogazione di Martina Minoletti per il Gruppo unità di sinistra

Da inizio 2026 in Svizzera si sono già registrati 5 femminicidi. Tra questi, nel giro di poche settimane, due femminicidi sono stati a Bellinzona. Si tratta di atti di estrema violenza di genere che non possono essere trattati come casi isolati o circostanze individuali, ma rappresentano l’espressione più estrema di un fenomeno strutturale di violenza contro le donne che attraversa la nostra società patriarcale. 

Questi fatti di cronaca avvengono in un contesto più ampio in cui, a livello nazionale, la Svizzera registra numeri allarmanti di femminicidi e reati di violenza domestica (dalla creazione del sito Stopfeminizid nel 2020, in Svizzera ci sono stati ben 129 femminicidi, di cui 9 in Ticino), con decine di casi ogni anno che testimoniano come la violenza contro le donne sia una piaga persistente,  sistemica e il fenomeno va letto in una prospettiva strutturale e non episodica.  Di fronte ai femmincidi – che ricordiamo sono la punta della piramide della violenza di genere –, la politica comunale non può rimanere a guardare in silenzio. È necessario chiedersi quale sia la responsabilità collettiva delle istituzioni, e in particolare della Città di Bellinzona, nella prevenzione, nel contrasto e nell’accompagnamento delle vittime di violenza di genere. Le politiche comunali di prevenzione non possono essere disgiunte dal lavoro dei servizi sociali comunali, che rappresentano un punto di contatto fondamentale con la cittadinanza, e dalla capacità della città di costruire una cultura che riconosca e contrasti ogni forma di violenza contro le donne.

Bellinzona è una città che negli ultimi anni ha conosciuto importanti trasformazioni sociali. In questo contesto, le situazioni di isolamento, difficoltà economica, precarietà lavorativa, disagio psichico e conflittualità familiare non possono essere lette come fenomeni separati. Il femminicidio non nasce nel vuoto: è l’esito estremo di dinamiche di controllo, di disuguaglianze economiche, di fragilità non intercettate, di solitudini istituzionali. Per questo motivo è necessario interrogarsi su quanto le politiche sociali comunali siano integrate in una visione trasversale che riconosca la violenza di genere come fenomeno interconnesso. Se la Città investe nel sociale, deve chiedersi se e come questo investimento contribuisca anche a prevenire la violenza. Se esistono situazioni di fragilità già note ai servizi, è fondamentale saperli leggere e comprendere quali strumenti di coordinamento, prevenzione e protezione possano essere attivati. 

Alla luce dei femminicidi recenti e dell’urgenza di un impegno politico chiaro e strutturato, si chiede al Municipio:

  1. Riconosce il Municipio il femminicidio come fenomeno strutturale di violenza di genere e intende assumere una presa di posizione politica chiara e pubblica in merito ai due femminicidi avvenuti recentemente a Bellinzona?
  2. Qual è la visione politica del Municipio rispetto all’aumento dei femminicidi in Svizzera? Ritiene che la Città debba rafforzare il proprio impegno istituzionale su questo tema?
  3. Intende il Municipio partecipare o prendere posizione in occasione del presidio del 24 febbraio promosso dal collettivo Io l’8 ogni giorno? In che modo?
  4. In che modo i servizi sociali comunali sono stati coinvolti nei casi recenti e quale ruolo concreto svolgono oggi nella prevenzione, nell’individuazione precoce e nel sostegno delle vittime di violenza di genere e domestica?
  5. Esistono protocolli specifici per la gestione di situazioni di sospetta o accertata violenza domestica? Sono previsti percorsi di formazione obbligatoria e continuativa per il personale comunale e dei servizi sociali su violenza di genere e riconoscimento dei segnali di rischio?
  6. Quali collaborazioni strutturate sono attive tra la Città di Bellinzona, il Cantone, le istituzioni, i servizi sanitari e le associazioni specializzate nel contrasto alla violenza di genere?
  7. Il Municipio ritiene che le attuali politiche sociali comunali siano sufficientemente integrate con una prospettiva di genere? È prevista un’analisi dell’impatto di genere delle politiche sociali della Città?
  8. Esiste un coordinamento strutturato nei servizi sociali per intercettare precocemente situazioni di rischio legate alla violenza domestica?
  9. Dai casi recenti di femminicidio avvenuti a Bellinzona quali insegnamenti istituzionali sono stati tratti e quali misure correttive si intendono adottare?
  10. Il Municipio intende rafforzare le risorse umane e finanziarie dei servizi sociali per garantire una presa a carico tempestiva e competente delle situazioni a rischio, anche alla luce dell’aumento delle fragilità sociali in città? 
  11. Quali mezzi finanziari, organizzativi e politici la Città intende destinare in modo continuativo alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere?
  12. È prevista l’elaborazione di una strategia comunale strutturata o di un piano d’azione con obiettivi chiari, indicatori di impatto e risorse dedicate per prevenire e contrastare la violenza di genere? Se sì, quali enti saranno coinvolti nella sua elaborazione?
  13. Quando è prevista l’entrata in materia del progetto VIDO+ presentato nella mozione della consigliera comunale de Il Centro Giovanna Pedroni nell’ottobre 2025?
  14. Il Municipio intende promuovere e/o sostenere iniziative pubbliche di sensibilizzazione – serate informative, momenti di confronto nei quartieri, interventi nelle scuole – sul tema della violenza di genere e del femminicidio durante tutto l’anno e non solo in occasione del 25 novembre? Con quale calendario e con quali risorse?