Un bene comune, accessibile e vissuto

Di Lisa Boscolo, deputata Ps

Il 27 settembre a Bellinzona si vota sul progetto di valorizzazione della fortezza (composto dai tre Castelli, Murata e Cinta muraria) sviluppato nel corso di diversi anni da professionisti del settore, attraverso studi e approfondimenti accurati. Un progetto approvato dal Consiglio comunale nel 2021, costato già alla Città 1,822 milioni di franchi. Il progetto sottoposto al voto prevede un investimento complessivo di 19,1 milioni di franchi entro il 2029, dei quali solo 4,5 milioni a carico della Città. L’obiettivo è ampliare l’offerta museale, rendere accessibili alcune zone oggi chiuse al pubblico e garantire la necessaria manutenzione del patrimonio esistente.
La paura che i Castelli possano diventare meno accessibili è comprensibile, perché questo è uno dei principali argomenti utilizzati dai promotori del referendum. Proprio per questo è necessario fare chiarezza. Il progetto non prevede di rendere a pagamento l’intero complesso. Già oggi alcune aree, in particolare quelle museali, sono soggette a biglietto. Con il nuovo progetto si aggiungeranno alcuni spazi a pagamento, valorizzati attraverso nuovi contenuti espositivi, come la Corte del Castagno di Castel Grande e la galleria sotterranea della Murata.
È però importante ricordare che, durante l’iter politico, è stata espressa chiaramente la volontà di tutelare l’accesso della popolazione locale, prevedendo forme di gratuità per i domiciliati. Come sinistra abbiamo inoltre insistito affinché la gratuità venga estesa anche a giovani, studenti e scolaresche. Continueranno a essere liberamente accessibili diversi luoghi di uso quotidiano, tra cui il camminamento esterno della Murata e i percorsi di collegamento con il centro storico. Il progetto, inoltre, permetterà di aprire e valorizzare spazi che oggi non sono accessibili al pubblico. L’obiettivo, quindi, non è sottrarre i Castelli alla popolazione, ma renderli più vivi e accessibili.
Un progetto di queste dimensioni richiederà nuove competenze e figure professionali. In un mercato del lavoro spesso precario, soprattutto nel settore culturale, questo investimento rappresenta anche un’opportunità concreta per creare nuovi posti di lavoro sul nostro territorio. Un progetto che può aprire un nuovo capitolo per la politica culturale della città. Bellinzona ha spesso mostrato una certa timidezza nella promozione culturale e artistica. Mi auguro che la Fortezza possa diventare anche un luogo capace di ospitare eventi, mostre e iniziative, in collaborazione con i numerosi promotori culturali attivi sul territorio.
Ci sono luoghi che appartengono a tutte e tutti noi perché custodiscono la nostra storia e raccontano chi siamo. La Fortezza di Bellinzona è uno di questi: un patrimonio riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio mondiale dell’umanità, che rappresenta una parte identitaria della nostra città. Abbiamo la responsabilità di valorizzarlo affinché possa continuare a essere un bene comune, accessibile e vissuto dalla popolazione.
Il 27 settembre, votiamo sì al progetto Fortezza.